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Povertà educativa: un peso di 48 miliardi di euro sul futuro dell’Italia. È tempo di agire

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Povertà educativa: un peso di 48 miliardi di euro sul futuro dell’Italia. È tempo di agire

L’Italia si trova di fronte a una sfida cruciale che minaccia il suo futuro economico e sociale: la povertà educativa. Non è solo una questione di giustizia sociale, ma un vero e proprio freno allo sviluppo del Paese, un disastro che ci costa ben 48 miliardi di PIL aggiuntivo ogni anno. Questo è quanto emerge con forza dall’anteprima dello Studio Strategico sul contrasto alla povertà educativa, promosso da TEHA Group e Fondazione CRT, presentato recentemente al Forum TEHA di Cernobbio.

Numeri allarmanti e un ascensore sociale bloccato

I dati dipingono un quadro preoccupante:

  • Oltre 1,3 milioni di minorivivono in povertà assoluta, un aumento del 47% in dieci anni.
  • Quasi un giovane su dieciabbandona gli studi prematuramente.
  • L’Italia ha uno dei tassi più alti d’Europa di NEET (giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione), pari al 15,2%.
  • Un italiano su quattro (23,1%)è a rischio di povertà ed esclusione sociale.

Questi numeri rivelano una cruda realtà: l’ascensore sociale del Paese è bloccato. Il background socio-economico e culturale delle famiglie determina ancora troppo spesso il destino formativo e professionale dei nostri giovani. Il divario tra Nord e Sud, con alcune regioni meridionali tra le peggiori in Europa per rischio di esclusione, aggrava ulteriormente la situazione.

Un costo enorme e competenze in crisi

La povertà educativa non è un problema astratto, ha ripercussioni concrete e misurabili. Lo studio stima che blocca la creazione di circa 3,2 milioni di posti di lavoro e acuisce il cosiddetto “skill mismatch”: mancano all’appello 2,2 milioni di lavoratori con un titolo di studio superiore o terziario. Per colmare questo gap, basterebbe formare appena il 20% dei lavoratori meno istruiti.

A questo si aggiunge la carenza di competenze digitali: solo il 56% dei giovani italiani under-19 possiede quelle di base, contro una media UE del 73%, mentre il mercato del lavoro richiede sempre più competenze digitali avanzate.

Una soluzione a portata di mano: 48 miliardi di PIL e 2 milioni di persone fuori dalla povertà

La buona notizia è che invertire la rotta non è solo possibile, ma estremamente vantaggioso. Allineandosi alle migliori pratiche europee in termini di inclusione nella formazione, l’Italia potrebbe:

  • Generare 48 miliardi di euro di PIL aggiuntivo.
  • Ridurre di circa 2 milioniil numero di persone in condizione di povertà ed esclusione sociale.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/07/poverta-educativa-il-disastro-che-ci-costa-48-miliardi-di-pil-il-bagno-di-realta-al-forum-di-cernobbio/8118396/

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